Tomb Raider Legend of Lara Croft Stagione 2 - Bello Spettacolo Ma Poca Sostanza

Tomb Raider è in un periodo di rinascita! Da quando Square Enix ha ceduto i diritti, Lara Croft sta lottando con le unghie e coi denti per ritagliarsi il suo posto di rilevanza nel mondo attuale.

Abbiamo avuto l’annuncio di due nuovi giochi con Legacy of Atlantis, ennesimo remake del primo capitolo del 1996, e Catalyst, un’avventura completamente inedita di cui sono molto ansioso di scoprire nuovi dettagli. Infine, c’è una nuova serie TV live action con Sophie Turner la quale ha sfoggiato, nelle immagini promozionali, un look classico che trovo le stia divinamente, e sono curioso di vederla in azione.

In mezzo a questo clima di nuovi annunci PowerHouse Animation continua il lavoro iniziato con la serie animata Tomb Raider - Legend of Lara Croft. Ho parlato della prima stagione nel mio primissimo blog, e sono stato molto soddisfatto dal lavoro fatto!

La prima stagione ci ha offerto un’avventura che ha portato Lara in giro per tutto il mondo e ci ha offerto il giusto bilanciamento tra caccia al tesoro, tanta azione, un pizzico di fantasia e dei bei drammi interpersonali.

Il finale della serie lasciava spazio per una nuova avventura con il rapimento di Sam Nishimura, amica di Lara durante il videogioco reboot del 2013, da parte di un ente misterioso. Ed un anno dopo, nel Dicembre 2025, la seconda stagione approda su Netflix.

Tomb Raider - Legend of Lara Croft 

Stagione 2

Riguardo la Trama

La storia ha inizio in Russia, dove Lara riesce a localizzare Sam, tenuta prigioniera da quello che sembra un gruppo di mercenari. Lara non ci mette molto a lanciarsi in azione per salvare la sua amica, ed è durante quell’operazione che una nuova figura fa il suo ingresso ad aiutarle, una donna di nome Fig.


Sam era stata catturata in quanto si era avvicinata troppo a scoprire la persona dietro ad un grosso traffico di opere d’arte e reliquie da vari musei. Fig, invece, lavora per una vittima di uno di questi furti, una filantropa miliardaria di nome Mila, la quale è interessata a chiedere aiuto a Lara per un compito di massima importanza.


Mila è interessata a recuperare una particolare maschera africana che è legata alla divinità Oko, un Orisha del raccolto. Stando a quanto dice Mila la maschera è stata persa tra i vari saccheggi e traffici d’arte del 1700, in realtà, la maschera sembra essere parte della collezione privata di Lara, collezione che è stata venduta in massa durante la prima stagione.


Personalmente, sarei leggermente sospettoso di questa persona alla disperata ricerca di una reliquia incredibilmente rara, dopo che hai salvato la tua amica da un gruppo di mercenari assoldato da un gruppo di trafficanti d’arte. Purtroppo Lara è molto suscettibile ai sensi di colpa alimentati da Mila nei confronti di eventuali metodi illeciti che potrebbe aver utilizzato suo padre Richard per arricchirsi, decide quindi di recuperare la maschera.



I miei sospetti si rivelano fondati. Subito dopo aver consegnato la maschera a Mila, Lara viene a conoscenza delle sue vere intenzioni. Gli Orisha, divinità africane, esistono per davvero, e vivono la loro vita nascosti nei corpi di normali esseri umani. Se si è in possesso della loro maschera, si ha la possibilità di intrappolare la loro anima dentro di essa e permettere a chi la indossa di usare i loro poteri.


Lara è stata dunque ingannata, ed è ora compito suo e di Sam andare in giro per il mondo alla ricerca delle altre maschere e riportarle ai loro Orisha, prima che questi possano essere uccisi da Mila.


Partiamo dai lati positivi, la premessa è molto buona: avere Lara ingannata da qualcun altro per fare i suoi comodi è un buon inizio per la serie, e imposta benissimo una scusa per girare per il mondo.


Come sempre Powerhouse non delude quando si tratta di azione, e penso anche si sia fatto un passo avanti con la serie precedente, in particolare nel mascherare meglio le scene in 3D. Hanno saputo anche sfruttare molto bene il fatto che queste maschere possiedono poteri divini, vi sono combattimenti, soprattutto verso il finale che non si sprecano con l’uso della magia. Questo unito alla solita buona dose di sparatorie e scazzottate mi ha divertito abbastanza. 


Il senso di colpa di Lara, per come la sua famiglia ha sempre approcciato l’archeologia, è un ottimo tema da poter esplorare, e penso che si colleghi ad un problema che molti scrittori possono avere con un personaggio come Lara Croft, 30 anni dopo la sua nascita.



Negli anni ‘90 vedere un inglese alla ricerca di svariati tesori in giro per il mondo, per poi tenerseli in casa e arricchire la sua collezione, poteva ancora essere visto come una cosa “normale”, un dato di fatto. Oggigiorno diventa difficile godersi l’avventura senza che questo genere di comportamento venga visto più come saccheggiare altri popoli per il puro gusto di riempirsi le tasche.


Questo punto viene sollevato spesso durante la stagione, su come ci sia stato un grosso traffico di opere d’arte e cimeli di altre civiltà solo perché visti come “esotici” e oggetti di vanto da possedere. Magari anche arrivano a puntare il dito contro alcuni musei, che trattano questi reperti più come un trofeo da esporre sopra e lucrarci con un biglietto d’ingresso, piuttosto che per vera e propria preservazione storica.


È importante per me riuscire a mettere un paletto su questo tema per cercare di andare oltre, ed incastrare Lara in un contesto più moderno. Non puoi slegarla dalla sua origine di “cacciatrice di tesori” ma si può presentare in un modo che enfatizzi più la sua passione per la storia e la preservazione del passato.


Per quanto sia godibile come serie d’azione, ciò che ha avuto un grosso impatto per me sul riuscire ad apprezzare a pieno questa stagione è stata la scrittura dei personaggi. In particolare gli antagonisti, sono stati il punto più debole di questa stagione, il che mi è stato molto difficile da digerire, visto che nella stagione precedente erano state la parte che ho apprezzato maggiormente.


Riguardo i Personaggi

Lara in questa stagione è un personaggio più solare, avendo superato il suo trauma dalla stagione precedente, ed è bello vederla rimbalzare con Sam durante questa stagione.Le due sono semplicemente adorabili insieme e l’entusiasmo che viene portato da Sam controbilancia il carattere più pratico e serio di Lara che è seriamente preoccupata dal fermare Mila e impedire di portare a termine il suo piano.


Non si torna indietro con la sua evoluzione, piuttosto si tira avanti! Per quanto Lara sia preoccupata per Sam, non essendo avvezza alle situazioni estreme quanto lei, raramente cerca di tenerla a distanza. Le due sono sempre assieme e Sam per quanto non esperta quanto Lara, non viene mai fatta vedere come un peso.


Vedere tutto il gruppo di Lara coinvolto è stata la parte più bella di tutta la serie per me. L’episodio 5 è come un film sulle rapine dove ogni membro del gruppo fa la sua parte, tra costumi, infiltrazioni, gadget che manco un agente segreto: personalmente il mio episodio preferito di tutta la serie. 


Ho anche riso come un maledetto in una scena in cui Lara finisce per risolvere troppo in fretta l’enigma finale di una Escape Room e i suoi amici lamentano il fatto che rovina troppo il divertimento. Questi sono momenti che mi rendono genuina la loro amicizia. Per questo sono ancora davvero confuso da una frase detta da Mila nel finale di stagione.




“Hai messo su uno spettacolino per i tuoi amichetti, ma la verità è che
sei convinta di poter fare a meno di loro.”

Per tutta la stagione abbiamo visto una Lara, che per quanto si preoccupava per i suoi amici e avrebbe preferito tenerli al sicuro, non si è mai fatta problemi a chiedere aiuto e ha anzi permesso a Sam di starle vicino anche nei momenti in cui si è sentita più debole. Se questo doveva essere l’ultimo tentativo di Mila di instillare il seme del dubbio in Lara, allora è stato uno dei tentativi più grossolani mai scritti. Ancora adesso penso a questa frase e l’unico sentimento che provo è confusione totale.


Mila è stato il personaggio che più di tutti mi ha deluso e penso abbia contribuito a non farmi apprezzare a pieno questa stagione. Un personaggio con tanto potenziale sprecato


Sappiamo che è una filantropa multimiliardaria, che si sta impegnando socialmente per migliorare il mondo, cosa di per sé già molto difficile da credere. In giovane età ha avuto una relazione con uomo che si è rivelato essere l’Orisha Ogun, il quale le ha rivelato i poteri divini delle maschere.


Mila ha cercato di convincere Ogun a sfruttare i loro poteri per riplasmare il mondo e la società per creare un mondo migliore, ma Ogun ha rifiutato la sua idea, arrivando addirittura al suicidio per distruggere la sua maschera. Da allora Mila sta cercando di recuperare le maschere con ogni mezzo necessario. Viene infatti lasciato intendere che sia proprio lei a capo del traffico di opere d’arte su cui Sam stava indagando.



Mila ha tutte le carte in tavola per essere un antagonista d’impatto, purtroppo la serie non è riuscita a sfruttarla, dandole inoltre pochissimo tempo su schermo. Tutto il suo passato con Ogun ci viene raccontato ma mai mostrato, tutto quel suo lato manipolatore del primo episodio scompare nel momento in cui ottiene la prima maschera, e le sue motivazioni degenerano in un generico “Resettare il mondo”.

Se davvero è questa grande filantropa, con fondi all'apparenza infiniti, che si sta così tanto impegnando per il bene di tutti, perché non mostrare una discesa verso questo nichilismo? Con Charles abbiamo potuto assistere ad un suo cambiamento, ed ha funzionato molto bene.


Senza contare la grossa occasione sprecata con la più grande contraddizione di Mila. A inizio stagione si spinge in un discorso su come i popoli europei abbiano sfruttato e saccheggiato i popoli africani per i loro tornaconti, accusandoli di come tutto questo fosse sbagliato, senza rendersi conto che lei sta facendo la stessa cosa. Il massimo che otteniamo è Mila che chiede continuamente perdono ogni volta che si trova ad uccidere un Orisha, ripetendo costantemente come sia una cosa che deve essere fatta, e lei è l’unica che può farsi carico di tale peso. 


L’errore più grosso è stato rivelare fin dal primo episodio le sue vere intenzioni. A mio parere Mila sarebbe dovuta essere alleata di Lara per buona parte della stagione, lavorare assieme a recuperare questi artefatti, avere Sam nel ruolo della persona sospettosa delle sue reali intenzioni, con Mila che tenta persino di creare un divario tra le due amiche. Sarebbe stato più interessante, avrebbe dato molto più spazio a Mila e avrebbe dato a Lara e Sam un ruolo più centrale.



La verità è che per quanto Lara sia l’artefice di tutta questa vicenda, il suo ruolo con quello di Sam non è per niente centrale. Si è fidata della persona sbagliata, ha bisogno di riparare a questo torto e Sam è con lei per aiutarla a fare ammenda. Sembrano molto trascinate dagli eventi in una storia che man mano che prosegue, diventa sempre meno la loro e più quella di un Orisha chiamato Eshu.

Eshu ci viene presentato durante una visita a New Orleans. Nella sua prima apparizione è un uomo eccentrico, con seri problemi di alcolismo. Un personaggio che sembra secondario, fino al momento in cui, trovandosi davanti alle maschere dei suoi fratelli, rivela la sua natura di Orisha e decide di seguire Lara nel resto della sua avventura.


Eshu e la sua storia diventano il fulcro centrale della vicenda. Durante il periodo della tratta degli schiavi, il suo villaggio è stato attaccato dall’armata inglese. Eshu in quel frangente ha visto tutto il suo villaggio sterminato, la sua maschera perduta e l’unico modo che ha avuto per salvarsi fu scappare abbandonando il resto del suo popolo per salvare se stesso.


Questo gesto ha fatto sì che venisse ostracizzato dagli altri Orisha, che lo etichettano come un codardo, da allora vive da vagabondo affondando i suoi incubi nell’alcool. L’incontro con Lara e la notizia della morte di Oku risvegliano in lui un senso di dovere.





Per quanto durante l’avventura continui a schernire gli sforzi di Lara, e rammentarle come stia combattendo una battaglia persa, non esita a seguirla e aiutarla quando serve.


È bello vedere come spesso emerge il suo amore per la sua terra natia, la mancanza delle sue radici a cui non pensa di poter tornare, come vorrebbe tanto il perdono dei suoi fratelli ma allo stesso tempo non sente di meritarlo. Una scena molto bella è stata durante una visita ad un trafficante d’arte dove Eshu, riconoscendo reperti del suo villaggio, ha uno scatto d’ira in cui gli distrugge un’intera sala d’esposizione, guardandolo dritto con occhi iniettati di rabbia gridandogli 

“Queste cose non sono tue!”

Tutta la stagione diventa il suo percorso di accettazione della chiamata al dovere. Dover far fronte ai suoi peccati del passato, realizzare che ci fossero ancora persone che credevano in lui, e anche se tra gli altri Orisha nessuno sembra averlo mai perdonato. Ma non può rimanere impassibile davanti alla brutale uccisione dei suoi fratelli. 


Eshu ha fatto molto del lavoro nel risollevare in generale questa stagione, è stato il personaggio più divertente che ha mostrato più lati di se stesso e ha avuto un effettivo percorso di cambiamento in tutta questa vicenda. Se solo avesse avuto un buon antagonista su cui rimbalzare questa stagione sarebbe potuta essere perfetta!


In Conclusione

Purtroppo non ho potuto fare a meno di sentirmi un pò deluso alla fine di questa stagione e tutto questo ha a che vedere interamente con la figura di Mila. Non mi è piaciuto che sia abbiano scoperto subito le sue vere intenzioni, non mi è piaciuto come il suo passato non sia stato per niente esplorato e come il suo carattere fosse estremamente monodimensionale.


Se ripenso al finale della prima stagione mi viene subito in mente quanto mi sia dispiaciuto per la sorte di Charles, se invece ripenso a questo finale e la sorte di Mila il mio pensiero è un misto di apatia e frustrazione che si può riassumere in un sarcastico, “Piacere di averti conosciuta!


Non aiuta il fatto che sono davvero stanco di tutti questi cattivi nichilisti che pensano di risolvere ogni problema del mondo semplicemente distruggendolo interamente. Rischia anche di passare il messaggio che chiunque voglia spingere per un grosso cambiamento, è più interessato a vedere il mondo bruciare con te dentro, quindi piuttosto sopportiamo tutte queste ingiustizie che vediamo, almeno non stiamo letteralmente bruciando.


Vedere la storia di una persona che aveva tutti i mezzi per cambiare il mondo a portata di mano, e nonostante tutto riesce a fallire al punto da essere disillusa dal suo ideale, è una storia molto interessante da raccontare! Poteva anche che portare alla luce dinamiche che vengono usate per abbattere questa persona e costringerla alla conformità.


Nonostante tutto non posso dire che sia una brutta stagione obiettivamente. Lara e Sam sono bei personaggi da seguire, ho apprezzato tantissimo la storia di Eshu e se cercate una caccia al tesoro unita ad una buona dose di azione, di certo non siete nel posto sbagliato. Non posso però ignorare come manchi molta sostanza nei personaggi e le occasioni sprecate con Mila non riescono a farmela apprezzare a pieno. 


Voi invece cosa ne pensate? Vi è piaciuta questa seconda stagione? Vi aspettavate qualcosa di più dai personaggi? Quali sono gli aspetti che vi sono piaciuti di più? Quali vi sono piaciuti meno? Fatemelo sapere con un commento qua sotto!


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