Sorry We’re Closed - Lascia che l’amore ti cambi

Ho sempre trovato nel mondo degli indie una fonte immensa di creatività e unicità, in questa industria che sembra sempre più stagnante e avversa al rischio. Per quanto vi siano generi che vengono ripetuti costantemente, la cosa più bella è vedere cosa dei piccoli sviluppatori siano in grado a creare con la loro creatività. Non vi è bisogno di reinventare costamente la ruota, anche l’idea più semplice può lasciare il segno.

Durante il 2025 ho fatto scorta di molti titoli indipendenti, e quest’anno voglio fare del mio meglio per sfoltire questa lista, e cercare di dedicargli uno spazio in questo blog. Partiamo dunque da uno dei titoli che più mi ha appassionato lo scorso anno!

Sorry We’re Closed è titolo di debutto di à la mode games, un team capitanato da Tom e C Bedford, i quali hanno concettualizzato questo gioco durante la pandemia Covid per poi rilasciarlo a Novembre 2024. Il gioco mi aveva colpito fin da subito per il suo stile che richiama la fine della prima Playstation, con i suoi design accattivanti e colori incredibilmente vibranti. Mi ha incuriosito nonostante sia legato ad un genere di cui non sono solitamente avvezzo: quello dei Survival Horror.

Per quanto sia cresciuto con una Playstation, non ho mai avuto un Resident Evil o Silent Hill, il massimo dell’horror che ho avuto occasione di giocare è stato Medievil, un gioco che di horror ha solamente l’estetica. Negli ultimi anni sto cercando di aprire molto di più i miei orizzonti e focalizzarmi su generi a cui raramente mi sono avvicinato, così da uscire dalla mia zona di comfort e scoprire qualcosa di nuovo.

Quindi cosa mi ha lasciato Sorry We’re Closed di così speciale? Scopriamolo insieme.


Sorry We’re Closed

Riguardo la trama

La storia ha come protagonista Michelle, una ragazza che vive in un appartamento in affitto nel cuore di Londra. Michelle sta attraversando un brutto periodo della sua vita: tre anni fa la sua ragazza, Leslie, ha deciso di lasciarla. Michelle non si è ancora ripresa da questa separazione, la sua vita è ormai un ripetersi di un’eterna monotonia e cerca di evitare l’immagine della sua ex. Impresa difficile visto che Leslie è diventata famosa come protagonista di una Soap Opera molto popolare.


Una notte riceverà una visita inaspettata. La Duchessa, un demone, varcherà la soglia di casa sua attirata dalla sua disperazione. La Duchessa chiede solo una cosa da parte di Michelle, che le dedichi tutto il suo amore e la sua eterna passione. Michelle non deve decidere subito, ma ha un ultimatum: una maledizione che la ucciderà entro pochi giorni a meno di accettare la proposta della Duchessa.


Michelle dal canto suo non è disposta a cedere a questo ricatto, ed è qui che il suo amico Robyn si fa avanti per offrirle una soluzione. Robyn è anch’esso un demone, ed è consapevole del potere immenso della Duchessa, ma la sua stessa maledizione può essere usata contro di lei. Michelle con la maledizione ha ricevuto un terzo occhio ed è proprio quello che può darle un vantaggio.


Michelle non è la sola ad avere ricevuto questa maledizione. Negli ultimi giorni a Londra ci sono stati svariati casi di persone scomparse. Grazie all’aiuto di Robyn, Michelle può rintracciare altre vittime della maledizione, ottenere il loro terzo occhio, e diventare abbastanza potente da affrontare la Duchessa e liberarsi dal suo fardello.



Durante il corso dell’avventura incontreremo queste vittime del gioco della Duchessa. Tutte loro hanno rifiutato di essere soggiogate e per questo hanno finito col tramutarsi in demoni. Tutte loro hanno una cosa in comune: sono state  avvicinate nel periodo della loro vita in cui erano più fragili e vulnerabili, nella speranza che potessero vedere la Duchessa come loro ancora di salvezza.


La Duchessa, però, è la prima artefice delle sue disgrazie. Lei è alla ricerca di qualcosa che la completi, ed è convinta che quel qualcosa possa essere l’amore. Il suo approccio aggressivo non spinge mai le sue vittime a provare affetto per lei, ognuna anzi cerca sempre la propria salvezza: chi con la contrattazione, chi con la rabbia. Il risultato è che la Duchessa non è mai soddisfatta, perché anche quando qualcuno si getta ai suoi piedi, lei sente che non vi è amore o devozione, solo menzogna.


Ciò che rende Sorry We’re Closed così appassionante sono i personaggi ed il lavoro che è stato fatto, unito anche ai modi in cui Michelle li può influenzare. In questo piccolo sobborgo di Londra non è solamente Michelle a soffrire di qualche pena amorosa.


Robyn è legato ad un angelo di nome Benedict. I due si amano da millenni ma Benedict non può lasciare la chiesa in cui vive, è costretto a fare da guardiano ad una porta. Per quanto non si sia mai aperta, non si può dire quando la minima distrazione possa essere fatale, e così rifiuta di lasciare il suo posto.



Darrel, braccio destro della Duchessa, è impegnato in una storia con Oakley, un ragazzo del posto che gestisce una tavola calda. I due si amano, ma Darrel è una personalità molto caotica, irruenta e principalmente egoista. Tutti questi elementi che fanno si che Oakley sia reticente ad ingaggiare una relazione a lungo termine.


Infine abbiamo Chamuel, angelo dell’amore innamorato di un demone e in completa crisi per una relazione che sembra in rotta completa. I due sono chiaramente innamorati ma la paura li tiene distanti, la paura di ciò che dovrebbe accadergli se dovessero andare fino in fondo. Un impasse insopportabile che dovrà assolutamente trovare una soluzione.


Nei panni di Michelle sarà compito nostro riuscire ad intervenire in queste relazioni, e cercare di spingerle nella giusta direzione aiutando ognuno a trovare la giusta soluzione perché l’amore possa sbocciare e procedere nel modo giusto. Oppure potremmo ostacolarli, perché dopotutto, che merito hanno loro di essere felici quando noi stessi stiamo ancora soffrendo?


La scelta sta tutta a noi e saranno queste scelte che ci apriranno diversi finali a seconda di come ci siamo comportati con i vari personaggi del gioco i quali ci porteranno alla fine con una Michelle completamente diversa.



Trasformazione è proprio la tematica principale di tutta questa storia, non è un caso che la maggior parte delle relazioni siano tra angeli e demoni, due poli opposti che finiscono col pagare, anche fisicamente, il prezzo della loro relazione.


Il gioco rimarca costantemente come l’amore sia un'esperienza che non può lasciarti immutato, deve nascere da un cambiamento interiore che non influenza solo te ma anche la persona con cui scegli di stare. Entrambi lavorate per diventare le persone migliori di voi, a volte facendo grossi sacrifici, ma è il prezzo giusto da pagare perché questa relazione maturi in qualcosa di genuino e duraturo.


La stessa relazione di Michelle è conclusa perché lei stessa non era propensa ad aprirsi a questo cambiamento con Leslie. Mi è piaciuto molto come hanno sfruttato le scene della soap opera Dying Petals, di cui Leslie è protagonista, per mostrarci non solo la natura della relazione tra lei e Michelle, ma anche per mostrare il cambiamento che Michelle subisce nei vari finali.


Michelle era una persona talmente insicura da annullare se stessa per compiacere Leslie, e questo alla lunga ha finito col rovinare la loro relazione. Perché, a meno che non sia un completo narcisista, nessuno vuole davvero stare con una copia carbone di sé stessi. Anche adesso dopo tre anni dalla fine della loro storia, Michelle vive unicamente in una stasi, trascinata dagli eventi senza un vero obiettivo davanti a sé.



L’intero messaggio del gioco è spingere Michelle a trovare una strada che sia la sua, riuscire ad affermare se stessa in modo da poter uscire da questo stallo e ricominciare a vivere, trovandosi pronta per una nuova relazione, o perchè no, riprovare a costruire qualcosa di vero con Leslie.


Menzione d’onore alla presentazione di questo gioco: uno squisito stile low poly 3D che lo fa sembrare un titolo perduto della fine dell’era Playstation 1, accompagnato da forti contrasti tra i colori vibranti dei personaggi e l’aspetto tetro e decadente degli ambienti di gioco, che mi hanno spesso ricordato le atmosfere che si trovano in giochi come Silent Hill. 


Gli ambienti non sono mai spogli, c'è sempre tantissimo da guardare ed esplorare, specialmente C. Bedford ha riempito ogni angolo di quadri veramente suggestivi e i character design di tutti i personaggi sono estremamente memorabili, lasciando un'impressione duratura fin dai primi minuti di gioco. 


Musicalmente, il gioco ha un sonoro molto ambientale e cupo che si sposa benissimo con le tinte horror, la parte migliore però accade durante le boss fight, dove il gioco sfodera dei fantastici rap che fanno un ottimo lavoro ad esporre la storia del boss nel testo, e sono pure estremamente orecchiabili.


Se comprate il gioco digitalmente su PC considerate spendere extra per artbook e colonna sonora non rimarrete delusi.


Riguardo il Gameplay

Sorry we’re Closed, come detto in precedenza, è un Survival Horror. C’è una sezione con tutte le scene di dialogo con i vari personaggi, che avvengono in una cittadina che funge come hub centrale, e abbiamo delle sezioni in quelli che chiameremo “Dungeon”, ovvero dove vi è l’azione.


Nei panni di Michelle esploreremo questi dungeon dove vi sono picchi di energia demoniaca, in modo da trovare altri portatori del terzo occhio e poter usare il loro potere per potenziarci. Durante l’esplorazione assisteremo a vari frammenti della loro storia, su come sono entrati in contatto con la Duchessa e quale alla fine sia stato il prezzo che hanno pagato per il loro rifiuto.


Il dungeon è diviso in varie stanze in cui avremo una telecamera fissa per orientarci. Il gioco non mette a disposizione una mappa, ma i dungeon non sono mai eccessivamente vasti, quindi l'orientamento non dovrebbe essere un grosso problema anche per i novizi.


Michelle è equipaggiata con tre armi: un'ascia per il corpo a corpo, una pistola e un fucile a pompa. Le munizioni a nostra disposizione saranno limitate e disperse lungo i dungeon, dovremo quindi essere attenti nella loro gestione. C’è di positivo che una volta uccisi i mostri e ripulita una stanza, questi non torneranno più in vita, quindi c’è un buona ricompensa per coloro che non sono eccessivamente conservatori con le munizioni.



Non tutti i demoni potranno essere sconfitti con i proiettili, vi sono alcuni che saranno solamente storditi. In quei casi ci verrà in aiuto il fidato HeartBreaker, un proiettile speciale che si caricherà man mano che combattiamo e ci permetterà di sconfiggere questi demoni in uno o più spari a seconda di quanto siano potenti.


L’elemento chiave di questo gioco è appunto il terzo occhio della maledizione. Questo ci permetterà di vedere, entro un'area circolare attorno al personaggio, una versione alternativa del dungeon che stiamo esplorando. Questo non solo sarà vitale per muoverci e superare eventuali enigmi, ma è anche una componente vitale per il combattimento.


Nel momento in cui si vuole attaccare il gioco passerà ad una visuale in prima persona, con cui sparare o attaccare con l’ascia. A seconda dell’arma che usiamo, e della regione del nemico che colpiremo faremo determinati danni, ma tutto cambia nel momento in cui il terzo occhio entra in gioco.


I mostri verranno visualizzati come sagome, con un'icona di un cuore che aleggia al suo interno. Il cuore indica il loro punto debole ma è anche l’unico punto vulnerabile del loro corpo. Inoltre, una volta colpito, cambierà posizione e dovremmo quindi essere rapidi ad aggiustare il tiro.


Il vantaggio di attivare il terzo occhio è che nonostante l’area di attacco ridotta rende molto più veloce sconfiggere i nemici. Inoltre l’attivazione dell’area del terzo occhio, unita al colpire i punti deboli dei nemici, indurrà uno stato di stordimento temporaneo per aiutarci a prendere la mira. Sconfiggere i nemici con l’utilizzo del terzo occhio avrà anche l’effetto di caricare molto più rapidamente il colpo HeartBreaker, il che sarà vitale soprattutto nelle battaglie coi boss.



Il processo è molto macchinoso: dovremo prestare attenzione a tre fattori: posizionamento del nostro personaggio in terza persona, cambiamento di visuale in prima e attivazione del terzo occhio prima di cominciare a sparare ai nemici. Superati i primi scogli però, ho iniziato a prendere in fretta la mano con questo sistema e col tempo è diventata quasi seconda natura. Personalmente non credo che vi sia una motivazione particolare per combattere i nemici senza utilizzo del terzo occhio. 


L’unica arma che ho considerato un pò inutile è stata l’ascia. Capisco la sua necessità, ovvero essere l’opzione che non ti fa spendere munizioni, ma il raggio d’azione era troppo corto per essere comoda da usare. A normale ho finito con usarla solo in rarissime occasioni, forse ha un'importanza maggiore alle difficoltà più elevate.


L’esplorazione è una componente chiave di questi dungeon, non solo per rifornirsi di cure e proiettili, ma anche per raccogliere diversi oggetti collezionabili. Di particolare importanza sono gli artefatti demoniaci che possono essere rivenduti in cambio di una valuta chiamata Yowzah, che può essere spesa in potenziamenti per Michelle. Vi sono anche oggetti utilizzabili per qualche piccola quest secondaria, quindi tenete gli occhi aperti e siate meticolosi nell’esplorare.


Ho trovato i dungeon davvero divertenti, sufficientemente intricati, con una buona dose di enigmi e combattimenti. Presentano un ottimo uso soprattutto del terzo occhio, e, come tutto il gioco, visivamente sono molto stimolanti, specialmente il dungeon finale. Altro aspetto molto divertente è stato usare il terzo occhio durante le esplorazioni in città, cosa che vi consiglio di fare spesso, perché non potete mai sapere quale sorpresa si può nascondere nei sobborghi di Londra.


Nonostante non mi sia mai davvero spaventato, penso che ogni dungeon in questo gioco sia estremamente accattivante e suggestivo, con scenari che hanno saputo darmi molta tensione e cogliermi alla sprovvista. Se siete appassionati dei classici Survival Horror penso che vi troverete perfettamente a casa con questo gioco.


In Conclusione

Sorry We’re Closed è stato un'esperienza davvero piacevole! Ho adorato le tematiche e penso siano state rappresentate molto bene con i vari personaggi, ho adorato Michelle e il suo dramma personale ed ero curioso di vedere come si sarebbe risolto tutto in base alle scelte da me effettuate. 


Arrivato alla fine sono stato soddisfatto e davvero tanto sorpreso, è un gioco che consiglio caldamente anche se non siete appassionati al genere horror. Penso che le tematiche di relazioni, accettare il cambiamento dell’amore e trovare il coraggio far fronte al futuro siano tematiche in cui tutti possiamo specchiarci.


Il gioco è disponibile ovunque ad un prezzo accessibilissimo, e merita ogni singolo centesimo speso. Ancora non sappiamo se à la mode games produrrà nuovi videogiochi, ma resterò in trepidante attesa di vedere cosa potranno regalarci in un prossimo futuro.


Voi cosa ne pensate? Conoscevate questo gioco? Lo avete già giocato? Quali sono i vostri personaggi preferiti? Cosa vi ha divertito e cosa non vi è piaciuto? Qual è stato il vostro primo finale? Fatemelo sapere con un commento qua sotto, per chiunque ci abbia già giocato invece, andiamo nella…

Duchessa by OpheliacLily

SEZIONE SPOILER
- Procedi a tuo rischio e pericolo

Parliamo ora dei quattro finali disponibili per questo gioco.

Purtroppo non sarà possibile ottenerli tutti in unica run, fortunatamente però, il gioco ha un chiaro punto in cui puoi scegliere quale finale ottenere, quindi se siamo bravi a gestire i salvataggi non sarà necessario giocare il gioco per quattro volte.


Il finale più facile da ottenere è quello di Robyn. Il suo finale è il più normale di tutti, qualcuno potrebbe anche dire noioso. Dopo lo scontro con la Duchessa, Michelle è libera dalla maledizione e può tornare alla sua vita di tutti i giorni. Il massimo che si può evincere è che l’esperienza le abbia dato la spinta per ricominciare, anche se questo non risulta necessariamente evidente. Un buon finale ma che non lascia un sapore particolare.

Parliamo ora dei due finali negativi, in primis quello di Clarissa. Clarissa è un personaggio che, a differenza di tutti gli altri, non è afflitta da problemi relazionali, è solo un angelo che è inviato sulla terra per uccidere demoni, e lo fa nei panni di una spogliarellista nel locale di Darrel. Dopo un suo ultimo spettacolo però i due hanno litigato e Clarissa è stata licenziata, nella sua testa quindi c’è solo vendetta nei confronti di Darrel.

Per ottenere questo finale bisognerà sarà sufficiente sabotare la relazione di Darrel, ma penso che questo sia un finale che si sposa perfettamente con una run in cui rovini tutte le relazioni possibili nel gioco. Michelle prenderà il posto di Darrel come nuovo braccio destro di Duchessa, libera dalla maledizione. Purtroppo nel farlo diventerà un’egoista, irruenta e consumata dalla rabbia. Passando quindi dall’apatia alla rabbia come metodo per metabolizzare il trauma della sua separazione, senza mai effettivamente superarlo.


Abbiamo poi il finale di Lucy, un finale meravigliosamente diabolico. Lucy ci apparirà all’inizio come una normalissima donna con un telefono rosso in mano, e non troppa voglia di parlare. Scopriremo poi che anche lei è in realtà un demone, con un aspetto molto particolare e forse il design più bello di tutti. Un corpo che si divide in due alla vita, una metà femminile con corna negli occhi e bocca chiusa, e una metà maschile di bellissimo aspetto, parole seducenti e lingua biforcuta.

Lucy ha un accordo da proporci: aiutiamola a spodestare la Duchessa e lei farà in modo di farci tornare con Leslie, l’amore della nostra vita e colei che dopo tre anni non riusciamo a dimenticare. Un’offerta allettante, ma bisogna stare attenti a cosa si desidera!

Se decidiamo di aiutare Lucy a spodestare definitivamente la Duchessa, Michelle otterrà una ricompensa, diventando il nuovo corpo ospite per Lucy. Dopotutto, farsi scappare un corpo che ha accumulato così tanto potere sarebbe da stupidi. Ed è così che Michelle diventa la nuova Lucy, un guscio di corpo vuoto, incapace di comunicare con gli altri e dimostrare emozioni, ed è in quel momento che il patto viene effettivamente mantenuto.

Michelle incontrerà nuovamente Leslie, che intanto sta per traslocare negli Stati Uniti e sperava di poter riuscire a chiarire un'ultima volta. Magari Michelle stavolta può darle un motivo per restare...ma purtroppo, Michelle non può parlare! Il finale di Lucy è assolutamente crudele, un patto col diavolo gestito magistralmente e sinceramente uno dei finali più belli del gioco, nella sua cattiveria.

Ma qual è il finale che ritengo migliore in assoluto? Quello in cui Michelle decide di accogliere la richiesta della Duchessa, solo non nel modo in cui lei si aspettava. Michelle dovrà comunque combattere per la sua libertà e spezzare la maledizione, ma è anche disposta a dare una possibilità a lei e la Duchessa. L’ha rincorsa con così tanta caparbietà, magari c’è effettivamente qualcosa che vale la pena di esplorare. Purtroppo la Duchessa non è dello stesso sentore.


È stata in grado di sentire la determinazione di Michelle e il prezzo con cui ha voluto lottare per la sua indipendenza e sa quanto questa determinazione potrebbe anche essere forte nella loro relazione, ed è in quel momento che viene attanagliata da un dubbio atroce. Magari non è in grado di sopportare questo peso, e così la Duchessa decide di accettare la sconfitta e lasciare andare Michelle.

Due settimane dopo però, accade l’incontro fatidico. Durante una normale giornata di lavoro, una Duchessa questa volta completamente umana, fa il suo ingresso al negozio di Michelle, e tra le due adesso vi è la possibilità di ricominciare da zero. Senza maledizioni o imposizioni, due persone alla pari, insieme per scoprire se sono davvero fatte l’una per l’altra.

Non ci è dato sapere come continuerà, ma voglio credere che siano riuscite a trovare assieme ciò che hanno sempre desiderato da tanto tempo e vissuto una bellissima vita insieme.

Questo penso sia il finale perfetto, non solo si sposa bene con la tematica di accettare il cambiamento e farsi cambiare dal proprio partner. È anche bello vedere come queste due persone, che hanno per tutto questo tempo inseguito questo ideale di amore che non avevano ben chiaro, trovano la forza di mettere tutte se stesse in questo grosso rischio.

Ho apprezzato molto anche come non vi sia nessun finale in cui Michelle e Leslie tornino insieme. Per quanto sono convinto che esistano casi in cui due persone possano tornare insieme dopo una relazione finita, quei casi sono più eccezioni che regole. Nella condizione di Michelle era più un tornare indietro, riottenere quel conforto che le dava la presenza di Leslie, ma senza che ci fosse un vero cambiamento in lei, quindi tutto questo avrebbe solo potuto portare allo stesso risultato.

In tutto questo anche Leslie ha il diritto di potersi godere la sua vita e fare le sue scelte, ed è giusto che Michelle possa non essere parte di questa vita. A volte due persone semplicemente non sono fatte per stare assieme, ed è giusto imparare che a volte bisogna lasciare andare il passato così che tu possa continuare la tua strada senza affogare. Noi dobbiamo trovare il coraggio e la forza di iniziare a scalciare e nuotare da soli, così che un giorno quando saremo pronti, potremo intraprendere questo percorso insieme alla persona giusta.

E voi? Quale pensate sia il finale migliore per Sorry We’re Closed? Fatemelo sapere con un commento qua sotto, non esitate!

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